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Oro
1996, Diart
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Il Portale
1995, Diart
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Nella Mente
1996, Diart
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Presentazione: È nato a Cagliari nel 1967, ha sperimentato un po' tutte le forme di espressione figurativa, dal fumetto alla pittura all'incisione, prima di elaborare nel 1994 una sorta di pittura su celluloide che ha battezzato con il termine DIART.
Dal ’95 espone i suoi lavori in Italia e all’estero.
Oltre che all’attività artistica, si dedica allo studio dell’Arte Contemporanea e alla sua professione di Web Designer e Grafico Digitale.
Biografia: COSA SONO LE DIART
Il termine "DIART" ha origine dalla fusione delle parole DIA (diapositiva) e ART (arte) e indica una ricerca espressiva che unisce alla potenzialità visiva della pittura polimaterica la luce e la riproducibilità caratteristiche della fotografia.
La tecnica DIART consiste nell'intervento pittorico-materico su una diapositiva non impressionata: una soluzione dalle enormi possibilità che ha permesso il passaggio dalle regole della pittura ad un differente campo di elementi, ad un altro alfabeto, dove le lettere sono costituite da sostanze e materiali che interagiscono con la luce, producendo effetti difficilmente replicabili con altre tecniche artistiche.
La presentazione al pubblico delle DIART avviene in due modi principali:
- esposizione di stampe fotografiche;
- proiezione a tutta parete delle diapositive dipinte, con adeguata colonna sonora.
"Ho usato questa tecnica per raccontare la Storia dell'Uomo partendo dai primi caotici giochi della vita cellulare (CAOS & GENERAZIONE), attraversando le ORIGINI dell'Umanità, fino all'avvento di una necessaria dimensione interiore - con la magia, la religione, l'arte (MAGICO-ONIRICO), che ha portato, dapprima alla consapevolezza del sogno, poi alla scoperta dell'inconscio e,in seguito, alla 'caduta' nella ineluttabilità degli INCUBI, della solitudine, dell'indifferenza e del dolore.
Il percorso si conclude con le DIART SPAZIALI, a testimonianza di uno slancio - pur contaminato dalla tristezza della condizione umana -, verso mondi e cieli alternativi.
Slancio sia tecnologico - e quindi ipotetica conquista;
sia illusorio e fantastico - e perciò patetica fuga."
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